Centro
artistico tra il più importanti del Véneto e d' Italia, ha origini romani
(Vicenza), citando per prima volta di fonte del 135 A.C. tuttavia, la
personalità artística che in maggiore misura ha lasciato la sua impronta
è stato la di Andrea Palladio.
Vicenza è città palladiana per eccellenza, non solo per avere accolto ed
alimentato il genio creatore di Andrea dice Pietro, nato in Padova, se non per
avere e dare l'opportunità di formarsi ed arrivare ad essere l'architetto
più grande del suo secolo. Vicenza si ha conservato " palladiana "
lungo i secoli, sviluppandosi d'accordo con il prezioso ideale del rinascimento:
luogo eletto per tutti gli uomini.
Nella centrale piazza dei Signori sporge, con la sua mole, la basilica
palladiana, edificio medievale che Palladio ristrutturò in secolo XVI
realizzando il girare ordine, portico e fetta con il caratteristico motivo
palladiano.
Altri palazzi urbani
proiettati per questo grande architetto sono: il Loggia del Capitanio, il
Palazzo
Barbaran da Porto, il Palazzo
Chiericati, sede del museo comunale, dove la firma del geniale architetto è un
gioco interamente e vuoti, ed il Palazzo Valmarana. Il loggetta Palladiana negli
giardini Salvi, elegante edificio di 1592, invita ad entrare con un'attraente
iscrizione " Hilariati ac genio dicata ", affermato al riso ed alla
tranquillità.
Capolavoro insuperabile è il teatro olimpico, proiettato per Palladio per
accademia olimpica, della come era di membro, e realizzato per Vincenzo
Scamozzi.
Ma Vicenza fornisce in realtà altri aspetti ugualmente importanti. Nella città
ha lasciato una profonda impronta la sua origine romana, su tutto nell'asse
urbanistico, adesso incorporato in altri recenti espressioni architettoniche veneti
minori.
Le
antiche vii, i ponti sulla diarrea dell'acqua, le magnifiche piazze e l'enorme
patrimonio artistico conservato nel suo museo sottolinea l'enorme valore
culturale della città di Vicenza.
Campeggia la città una collina non molto lontano del centro urbano che accoglie
nella sua cima la basilica del monte Bérico, alzato nel secolo XVII unisce alla
primitiva chiesa górica.
La campagna vicentina merita una visita di detenuta, non solo per il valore ed
il diletto del suo paesaggio ma anche per le villa che lo biffano, lussuosi
imputate frutto del desiderio dell'aristocrazia di veneziana dei secoli XV al
XVIII.
Ai piedi dell'altopiano cosiddetto
" Dei Sette Comuni ", Marostica e Bassano del Grappa costituiscono
tappa d'obbliga per chi si trova nei dintorni.
Marostica, rinchiuso dentro delle sue muraglie del secolo XIV, sta protetto per
due castelli, il superiore e l'inferiore, uno nella collina e l'altro nella
pianura.
Fonte: Invito a li valori del
Veneto
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